|
C’è. Per fortuna c’è. Ma quasi sempre non assurge agli “onori” della cronaca. E allora, in questi giorni in cui i protagonisti delle prime pagine dei giornali sono lenoni, corrotti e corruttori, politici e politicanti di infima lega, mafiosi, avidi e turpi affaristi tesi soltanto a far cassa il più possibile sfruttando dolori e tragedie della gente, sentiamo il dovere di ringraziare, ancora una volta, tutti coloro – e per fortuna sono tanti – che fanno parte dell’altra Italia, quella generosa e solidale, sempre pronta a dare energie, risorse e tempo per aiutare il prossimo. In particolare vogliamo ricordare e ringraziare tutte le volontarie e tutti i volontari che – singolarmente o collaborando con associazioni, e fra queste l’Arciragazzi – sono stati presenti in Abruzzo, all’indomani del terremoto che ha colpito la popolazione di quella regione. Senza percepire un centesimo, spesso a proprie spese. Grazie non soltanto per l’opera che hanno svolto, ma per la fiducia che ancora riescono ad infondere nei nostri animi. Sì, un grande grande GRAZIE.
NESSUN BAMBINO E’ STRANIERO
La religione non può essere un criterio di discriminazione!
Accade a Goito, Comune di poco più di 10mila anime in Provincia di Mantova, Lombardia, Italia.
Il Comune approva un Regolamento per l’Asilo Comunale (immaginiamo una Scuola d’Infanzia) che all'articolo 1 pone come condizione per iscrivere il figlio, l'accettazione di una sorta di preambolo religioso: la provenienza da una famiglia cattolica o cristiana, escludendo di fatto molte famiglie di immigrati di diverso orientamento religioso.
Di fronte a notizie di questo tipo cosa possono fare le associazioni, la società civile, i singoli cittadini, i genitori, le Istituzioni? Non solo questa norma è una follia sociale, giuridica, normativa, umana. E’ il sintomo – l’ennesimo in questi tempi cupi (di pochi giorni fa l’oscuramento di un gruppo sul principale social network che proponeva di utilizzare i bambini down come “tiro al bersaglio”) di un’Italia non cattiva ma cattivissima, che ha perso il lume della ragione e ogni profondità umana.
Arciragazzi Nazionale vuole dirlo con chiarezza. Questa norma è razzista, del peggior razzismo che si possa immaginare, perché colpisce al cuore una delle principali libertà fondamentali del sistema costruito sulle Costituzioni Liberali, quelle che assumono il Principio di Uguaglianza come fondante del Patto di cittadinanza.
Proviamo, mettendo da parte l’indignazione, a spiegare, ancora una volta:
1. La Costituzione Italiana, all’art. 3, afferma che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine sociale che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini …”. Più chiaro di così!
2. Non basta? La Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia del 1989, Legge nel nostro Paese dal 1991, afferma all’art. 2 che “Gli Stati parti si impegnano a rispettare i diritti enunciati nella presente Convenzione e a garantirli a ogni fanciullo che dipende dalla loro giurisdizione, senza distinzione di sorta e a prescindere da ogni considerazione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o altra del fanciullo o dei suoi genitori o rappresentanti legali, dalla loro origine nazionale, etnica o sociale, dalla loro situazione finanziaria, dalla loro incapacità, dalla loro nascita o da ogni altra circostanza”. E, ancora, al secondo comma: “Gli Stati parti adottano tutti i provvedimenti appropriati affinché il fanciullo sia effettivamente tutelato contro ogni forma di discriminazione o di sanzione motivate dalla condizione sociale, dalle attività, opinioni professate o convinzioni dei suoi genitori, dei suoi rappresentanti legali o dei suoi familiari.”
In questi casi non si tratta solo di un cosiddetto “diritto passivo”, ovvero che deriva dall’astensione dello Stato ad esercitare una qualsiasi azione (non discriminare) ma, addirittura, sia nella Costituzione italiana che nella Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia, si introduce un diritto “attivo”. Lo Stato, “attivamente”, deve adoperarsi per “rimuovere” gli ostacoli che determinano discriminazione (la Costituzione) e devono “adottare tutti i provvedimenti” atti a tutelare il fanciullo dalla discriminazione (Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia).
Non bastasse ancora, si può richiamare la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, la Carta Europea dei Diritti dell’Uomo, su su fino alla Carta Fondamentale dei Diritti dell’Unione Europea (artt. 21 e 22) e il Trattato dell’Unione (art. 13, comma 1).
Arciragazzi Nazionale guarda da tempo, e con sempre maggiore preoccupazione, alla regressione della civiltà giuridica e sociale, educativa e culturale dell’Italia. Rimaniamo convinti che la ragione, la riflessione, la ragionevolezza, possano fare breccia nei fondamentalismi, nel razzismo, nella negligenza che attanaglia questo paese quando si parla di bambini e dei loro Diritti.
Ma in questo caso la misura è colma; questo piccolo atto, che certamente verrà rigettato dagli organi competenti (l’Anci, in primo luogo), è la definitiva prova di una deriva che ormai ha perso di vista la rotta, la direzione, la ragione.
L’emergenza è culturale ed educativa e deve coinvolgere tutti. Cittadini, politici, amministratori, Partiti, Società Civile. L’abisso di ignoranza che riproduce fenomeni di balcanizzazione etnica come questi, è profondo; nessuno può sentirsi escluso dalla responsabilità di agire, di parlare, di esporsi.
Per questo singolo fatto chiediamo l’immediato intervento dell’Anci, della Commissione Bicamerale Infanzia, delle figure di Garanzia dei Diritti dell’Infanzia, del Ministro dell’Interno, del Ministro della Pubblica Istruzione, del Presidente della Regione Lombardia.
Come associazione faremo la nostra parte insieme alle altre organizzazioni di tutela e difesa dei Diritti dei bambini, delle famiglie, delle persone.
Non esistono bambini “cristiani”, “musulmani”, “ebrei”, “atei” o altro per i Diritti. I Diritti sono di tutti, per loro nessuno “è straniero”; sono uguali per tutti o, semplicemente, non sono. Il resto è solo discriminazione, senza possibilità di ulteriori definizioni. E, come tale, va rigettata immediatamente, con decisione, passione, convinzione.
“Io sono musulmano, ebreo, indù, cristiano …” Mahatma Ghandi
|