a cura di Roberto D’Avascio
Vento di primavera
Regia: Roselyne Bosch
Cast: Jean Reno, Mélanie Laurent, Gad Elmaleh
Sceneggiatura: Roselyne Bosch
Produzione: Francia, 2010 Durata: 125’
Fascia d’età: scuole medie e superiori
Diritti CRC: Non discriminazione (art. 2), Sopravvivenza e sviluppo (art. 6), Nome e nazionalità (art. 7), Conservazione della propria identità (art. 8), Opinione del bambino/ragazzo (art. 12), Libertà di espressione (art. 13), Libertà di pensiero, coscienza e religione (art. 14), Tempo libero, ricreazione e attività culturali (art. 31)
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Trama
A Parigi, nel corso dell'estate del 1942, la Francia è sotto l’occupazione tedesca e gli ebrei sono tenuti ad indossare la stella gialla. Due famiglie ebree devono affrontare, nella notte fra il 15 e il 16 luglio, un terribile accordo tra i nazisti e le autorità francesi per l’arresto e la deportazione della popolazione ebraica francese, seguito dal rastrellamento del Vélodrome d'Hiver. Il quartiere della Butte Montmartre non sfugge a questa sorte, anzi la famiglia di Joseph Weissmann, un bambino ebreo di dieci anni, ed i loro vicini vengono arrestati dopo aver provato a fuggire in diversi modi. Nel velodromo le condizioni sono precarie e malsane: non hanno acqua, sono ammassati e costretti a fare i loro bisogni dove c'è spazio. Il cibo scarso deve essere diviso in modo che ognuno di loro abbia qualcosa da mangiare. Dopo due giorni, i prigionieri vengono deportati in un campo di transito a Beaune-la-Rolande nel dipartimento della Loira. Affamati e deboli, gli ebrei affrontano la fame e la sete. Pochi giorni dopo, i genitori ed i bambini più grandi vengono deportati nel campo di sterminio di Auschwitz.
Itinerari tematici
Il film assume il punto di vista di alcuni bambini che vivono nel quartiere di Montmartre, e in particolare quello del decenne Joseph. Questi giovani protagonisti, colpevoli solo di essere ebrei, devono fronteggiare la violenza dell’arresto e della deportazione nazista, che ha trovato nella Francia occupata della seconda guerra mondiale un forte appoggio politico e militare nel governo collaborazionista di Vichy. Il film vuole gettare uno sguardo critico non solo sulla barbarie nazista, colpevole di avere sterminato 6 milioni di ebrei, ma anche su tutti coloro che direttamente o indirettamente hanno collaborato nello sterminio di quella che i nazisti reputavano una “razza inferiore”.
Spunti di riflessione
1. Dopo lo sterminio degli ebrei tra gli anni ’30 e ’40 del secolo scorso, come vivono oggi questo terribile passato le non numerose comunità ebraiche rimaste in Europa?
2. Credi che una tragedia di queste dimensioni possa accadere ancora?
3. Credi che l’odio razzista nei confronti degli ebrei esista ancora?