E’ vero che le pratiche di partecipazione dei più giovani, oltre a rappresentare un diritto sancito dalla Convenzione dei Diritti del fanciullo delle Nazioni Unite, dall’Unione Europea (2006) e dall’articolo 118 della Costituzione Italiana, fanno ‘bene’ e possono avere effetti protettivi rispetto allo sviluppo dei ragazzi? Tali effetti valgono anche per le fasce più disagiate e nelle aree con debole presenza del Terzo Settore? Questi sono solo alcuni degli interrogativi che lo studio ‘FTP Forme in Trasformazione della Partecipazione’ si è posto e a cui ha cercato di dare risposta. Il testo presenta i risultati dell’indagine online promossa da ARCIRAGAZZI Nazionale che ha interessato oltre 2000 giovani, dai 15 ai 29 anni,di tutte le regioni italiane. L’indagine si è realizzata con la collaborazione di Arci SCN, Agesci, RUM rete universitaria e decine di organizzazioni del privato sociale e della pubblica amministrazione. Per ulteriori informazioni vai al sito dello studio CEVAS