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IL LIBRO DEL MESE

Il paradiso dei matti

Ulf Stark, Feltrinelli Kids, 1999

Età di lettura: da 11 anni.  

“Era la mattina del giorno in cui compivo dodici anni, la mattina in cui tutto cominciò.”

Inizia così la storia di una ragazzina svedese di nome Simone...

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Newsletter n°18 - Arciragazzi
Oggetto: Newsletter n°18 - Arciragazzi
Data invio: 2010-03-29 13:23:35
Invio #: 4
Contenuto:

Periodico d'informazione dell'Associazione Arciragazzi Nazionale
 
 
ELEZIONI REGIONALI

Per una Regione a misura di bambini e adolescenti
Roma, 23 marzo 2010 - In vista delle Elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010 che si terranno in alcune Regioni italiane, il Coordinamento PIDIDA “Per I Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza” con una “Dichiarazione d’impegno”, si rivolge ai candidati alla Presidenza delle Regioni affinché essi assumano un impegno specifico per promuove politiche a favore dei diritti dei bambini e degli adolescenti presenti sul rispettivo territorio regionale.


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OTTO MARZO TUTTO L'ANNO

di Anna Maria Berardi

Cento anni di celebrazioni a partire dal 1910. Cento anni di conquiste grandi, importanti, da parte delle donne. Dal diritto di voto, ad un ruolo diverso nell’ambito familiare, ad un faticoso ingresso nel mondo del lavoro. Anche quest’anno si è celebrato l’8 marzo. Ma tutte le celebrazioni – e quindi anche l’8 marzo – rischiano di svuotarsi di contenuti e di significato e di annegare nella retorica. Nel caso delle donne, anche nel facile vittimismo che non conduce da nessuna parte. Come donna, mi farebbe piacere che le mimose continuassero a vivere sui rami degli alberi quel poco tempo primaverile che è loro concesso. E, confesso, mi irrita un po’ quel latente paternalismo maschile – presente anche a livello istituzionale – che si manifesta con qualche particolare festeggiamento, incontro, sconti all’ingresso dei musei, ecc. Sì, confesso che mi è capitato spesso, l’8 marzo, di sentirmi un po’ come il panda in estinzione, e perciò coccolata, tutelata, festeggiata, anche da estranei, per il solo fatto di essere donna e che si celebrava appunto l’8 marzo. Poi, il giorno dopo, tutto torna come prima. Forse è la stessa irritazione – impotente – che provo quando il 20 novembre si festeggia l’anniversario della Convenzione Onu dei Diritti dell’Infanzia, ma poi dei bambini sembra che – soprattutto a livello istituzionale – non gliene importi niente a nessuno, visti i tagli ai bilanci e la  disastrosa recente riforma della  scuola italiana. E allora, meno celebrazioni e più fatti: o meglio, facciamo in modo che nei giorni delle celebrazioni si possano festeggiare dei “fatti”.
                                                                                                             


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LE IDENTITA’ SESSUALI


di Daniela Calzoni

È questo un tema così ampio, in cui regna spesso massima la confusione, che varrebbe la pena di dedicarci molti più approfondimenti di quanto non riescano a fare le poche righe che seguono. Righe che hanno la sola pretesa di aprire un confronto e, di conseguenza, sfiorano con leggerezza solo il tema.
È un tema importante perché la sessualità è vita, sia individuale che collettiva. Perché un’identità sessuale che cerca di affermarsi e viene negata dal mondo esterno finisce col negarsi a se stessa e può trasformarsi in istanza mortifera. Perché bambine e bambini non sono asessuati, ma gradualmente sono impegnati nella costruzione di un sé adulto sessuato e questo percorso vitale può essere per alcuni di loro particolarmente difficile.
Sono temi che ci chiamano in causa, come educatori, perché ci interrogano ogni qual volta siamo in contatto con le giovani generazioni, perché vale sempre la pena confrontarci con emozioni e pensieri che ci suscitano, perché è solo nel gioco tra certezze e dubbi che possiamo mettere a disposizione degli altri il nostro essere nel mondo.

                                   
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RAGAZZE IN VISTA

I palcoscenici del bullismo al femminile

di Ambra Prearo

Questo è un piccolo racconto vero. Ricordo, come è doveroso, che fatti, luoghi e personaggi sono reali, cambiano soltanto i nomi.
La storia inizia in una scuola media di una grande città, semiperiferia benestante. Dalle finestre delle aule si vedono alberi, belle case moderne e ben tenute, giardini. Aprendo le finestre entrano in aula profumi d’erba tagliata e di fiori. Passano poche auto al mattino, si può sentire cadere la pioggia o il cinguettìo degli uccelli, il rumore del vento, qualche volta un richiamo o il fruscio dei rari autobus.
A finestre chiuse l’impatto sonoro della classe è intenso, compresso.


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ATTUALITA’

Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza
Un pranzo a pane e acqua.
Non stiamo parlando di Alcatraz o San Quintino: siamo a Montecchio Maggiore, profondo Nord-Est, 20.000 residenti circa, una cittadina a due passi da Vicenza, con i castelli di Giulietta e Romeo a vegliare sul giusto sonno di chi lavora e produce.
E non sono ceffi da galera che per delitti efferati vengono messi, appunto, a pane e acqua. No. Bambini. Bambini delle scuole elementari.
Il reato? I loro genitori da tempo non pagano la retta della mensa. E la giunta leghista del Comune, dopo aver mandato solleciti anche a mezzo lettera raccomandata consegnata a mano (!), ha rotto gli indugi: mentre ai loro coetanei veniva servita la pasta al pomodoro, a nove bambini (2 italiani e 7 figli di immigrati – di questi tempi ha senso perfino specificare: il provvedimento è stato ispirato da par condicio, l'etnia non è stata di ostacolo, visto che anche italiani sono stati coinvolti)  sono stati offerti pane ed acqua.
Sguardi interrogativi dei bambini, imbarazzo degli adulti.

 


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RUBRICHE

Libri
A cura di Lucia Tringali

Ulf Stark, Il paradiso dei matti, Feltrinelli Kids, 1999
Età di lettura: da 11 anni.

“Era la mattina del giorno in cui compivo dodici anni, la mattina in cui tutto cominciò.”
Inizia così la storia di una ragazzina svedese di nome Simone (nome francese datole in onore a Simone de Beauvoire): in mezzo ad un caotico trasloco, costretta a cambiare quartiere, amici e scuola, per andare ad abitare con il fidanzato della mamma, soprannominato da lei “quell’idiota di Gunnar”, alle prese con una madre perennemente sopra le righe e distratta, al punto da smarrire il suo affezionatissimo cane, Kilroj.
Simone approfitterà di un momento di distrazione della nuova insegnante, e del proprio nome scritto sbagliato sul registro di classe, per farsi passare per un maschio, esagerando l’aspetto da maschiaccio con cui contesta l’eccentricità della madre.

 


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