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Anno 2 - n° 2- 25 febbraio 2010
Il nostro sito si è trasferito su un nuovo server: vi reinviamo il numero 17 della nostra newsletter, con i link aggiornati. Buona lettura e arrivederci al prossimo numero!
L’ALTRA ITALIA
C’è. Per fortuna c’è. Ma quasi sempre non assurge agli “onori” della cronaca. E allora, in questi giorni in cui i protagonisti delle prime pagine dei giornali sono lenoni, corrotti e corruttori, politici e politicanti di infima lega, mafiosi, avidi e turpi affaristi tesi soltanto a far cassa il più possibile sfruttando dolori e tragedie della gente, sentiamo il dovere di ringraziare, ancora una volta, tutti coloro – e per fortuna sono tanti – che fanno parte dell’altra Italia, quella generosa e solidale, sempre pronta a dare energie, risorse e tempo per aiutare il prossimo. In particolare vogliamo ricordare e ringraziare tutte le volontarie e tutti i volontari che – singolarmente o collaborando con associazioni, e fra queste l’Arciragazzi – sono stati presenti in Abruzzo, all’indomani del terremoto che ha colpito la popolazione di quella regione. Senza percepire un centesimo, spesso a proprie spese. Grazie non soltanto per l’opera che hanno svolto, ma per la fiducia che ancora riescono ad infondere nei nostri animi. Sì, un grande grande GRAZIE.
NESSUN BAMBINO E’ STRANIERO
La religione non può essere un criterio di discriminazione!
Accade a Goito, Comune di poco più di 10mila anime in Provincia di Mantova, Lombardia, Italia.
Il Comune approva un Regolamento per l’Asilo Comunale (immaginiamo una Scuola d’Infanzia) che all'articolo 1 pone come condizione per iscrivere il figlio, l'accettazione di una sorta di preambolo religioso: la provenienza da una famiglia cattolica o cristiana, escludendo di fatto molte famiglie di immigrati di diverso orientamento religioso.
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LA RIFORMA “EPOCALE” DI MARIA STELLA GELMINI
di Anna Maria Berardi
Epocale senz’altro. Perché nessun altro ministro della P.I. , nella storia di questo Paese, è riuscito a fare peggio di Maria Stella “Attila” Gelmini. Riscuotendo la protesta di tutte le forze di opposizione, dei sindacati e dell’Unione degli Studenti. Meno ore e meno indirizzi per i nuovi licei e per gli istituti tecnici e professionali. A partire dal 1° settembre prossimo. Via dunque anche decenni di sperimentazione. I licei diventeranno sei: scientifico, classico, artistico, linguistico, musicale-coreutico, delle scienze umane. Gli istituti tecnici, che oggi comprendono 10 settori e 39 indirizzi, avranno soltanto 2 settori e 11 indirizzi, naturalmente con meno ore di lezione (da 36 a 32). I 5 attuali settori dei professionali con 27 indirizzi, saranno ridotti a 2 con 6 indirizzi. Gelmini afferma che “la riforma non è stata fatta per fare cassa”: bugia macroscopica. Tanto è vero che, dopo aver affermato che la riforma avrebbe avuto inizio dalle classi prime e seconde (nei licei), per andare a regime nei prossimi quattro anni, a causa dei tagli imposti dalla legge 133 del 2008, la “cura dimagrante” inizierà di fatto subito anche nelle classi terze e quarte degli istituti tecnici e professionali, con il taglio di quattro ore settimanali. Con la benedizione del ministro Tremonti. E senza aver consultato né studenti, né docenti.
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VI INSEGNEREMO CENTOMILA PAROLE
perché nessuno possa annientare chi come voi non ha voce
MILANO. I bambini della scuola elementare di via Pini vivono in una baraccopoli a Segrate, ultima tappa di una serie di sgomberi. E il prossimo è in arrivo.
E allora le loro maestre scrivono agli alunni rom, che domani potrebbero di nuovo essere sgomberati. "Vi insegneremo mille parole, centomila parole perche' nessuno possa piu' cercare di annientare chi come voi non ha voce". Oggi questi bambini vivono nella baraccopoli di Segrate, ma il 19 novembre 2009 erano stati mandati via dall'ex edificio Enel di via Rubattino, nel quartiere della scuola di via Pini. Segrate e' l'ultima tappa dei continui sgomberi che hanno subito da allora. Anche domani, probabilmente, vedranno la loro baracca rasa al suolo dalle ruspe. Ma nonostante tutto, i bambini hanno continuato ad andare a scuola. Spesso sono le maestre ad andarli a prendere nelle loro baracche, costruite di volta in volta in zone diverse di Milano.
Questa la lettera che le maestre di via Pini hanno inviato all'agenzia Redattore Sociale e al giornale “Il Fatto Quotidiano”, che l’hanno pubblicata.
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UN KILLER SI AGGIRA NEL FANTABOSCO
Giù le mani dalla TV dei ragazzi!
di Lucia Tringali
È di questi giorni la notizia della decisione da parte della Rai di eliminare dal palinsesto di Rai 3, a partire da ottobre 2010, tutta la programmazione televisiva pomeridiana per bambini, e di trasferirne parte sul digitale terrestre, in forme e modi ancora da definire.
Non si sa nulla di cosa accadrà a programmi come la Melevisione, Screensaver, È domenica Papà, Trebisonda, che in questi anni hanno rappresentato un esempio di buona tv, ben fatta, avvalendosi della collaborazione di penne prestigiose tra cui Luisa Mattia, Bruno Tognolini, Janna Carioli, solo per citare alcuni tra gli scrittori per ragazzi che lavorano alle sceneggiature de La Melevisione. Solo il Gt Ragazzi, a quanto pare, resterà su Rai 3.
Edmondo Berselli, in un articolo pubblicato da Repubblica, nel quale ripercorre le tappe della tv dei ragazzi, dagli anni ’60 ad oggi, ricorda che “Nulla resta vuoto nella televisione; e dunque niente è più facile che il telecomando dei teenager scivoli per inerzia verso Canale 5, e cioè verso Uomini e donne di Maria De Filippi”, adulto di riferimento, si fa per dire, dei ragazzi nell pomeriggio dalle 15 alle 17, come sottolinea con preoccupazione Maria Mussi Bollini, Capo Struttura Rai Tre Bambini/Ragazzi e Coordinamento Cartoni, con la quale abbiamo scambiato due parole a proposito della vicenda.
“Il disinvestimento nei confronti della cultura dell’infanzia è totale - afferma Maria Mussi Bollini - e lo è ancora di più rispetto alla creazione di una cultura per l’infanzia, dove ciò che esiste sopravvive quasi esclusivamente grazie a persone appassionate che investono tempo e risorse per creare occasioni culturali di qualità dedicate ai bambini. La rappresentazione dell’infanzia in televisione è limitata solo alla cronaca nera, dando un’immagine di infanzia che non è mai reale.
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ATTUALITA’
I diritti alzano la voce. Sabato 27 febbraio, giornata di mobilitazione nazionale per il lancio di una campagna di sensibilizzazione contro lo scandalo dell’abbandono progressivo delle politiche di welfare nel nostro Paese. L’iniziativa è promossa da un folto gruppo di organizzazioni della società civile, fra cui l’Arciragazzi. Verranno presentati un Manifesto pro welfare, un documento di analisi e proposta culturale, una piattaforma di richieste e proposte alle Istituzioni affinché la questione sociale sia posta in testa all’agenda della politica. Info: www.idirittialzanolavoce.org
Garante per l’infanzia in Toscana. Il 10 febbraio, il Consiglio regionale della Toscana ha approvato la legge che istituisce il Garante per l’infanzia e l’adolescenza che durerà in carica sei anni. La Toscana è la sedicesima regione che si è dotata di una legge specifica, in attesa dell’istituzione del Garante nazionale.
Sessualità e Internet: i comportamenti dei teenager italiani. E’ la ricerca realizzata da Ipsos e promossa da Adiconsum e Save the Children, presentata il 9 febbraio, giornata della sicurezza su Internet,
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LIBRI
Nicola D’Amico, Storia e storie della scuola italiana. Dalle origini ai giorni nostri, Zanichelli, pp. 800, € 59
Ecco il libro che arriva nel momento giusto. A chi voglia cercare di capire cosa accade oggi in questa nostra povera scuola italiana, Nicola D’Amico offre l’opportunità di un viaggio nel tempo e nella storia, a tutto tondo, attraverso il racconto, ma non solo, della realtà scolastica dall’antichità greco-romana ai nostri giorni. E’ la storia d’Italia narrata attraverso la scuola. E sono anche le storie di personaggi famosi o anonimi, grandi e piccoli che – nel bene e nel male – questa scuola hanno fatto. Sfilano così in questo bel volume don Milani e Maria Montessori, tanti altri studiosi, maestri, direttori, insegnanti, pedagogisti, ministri. Episodi inediti, gustosi, ma anche le tante riforme tentate, riuscite, fallite,sperate.Stipendi,decreti,leggi, pensioni. Una scuola comunque storicamente in affanno. Nel libro c’è un ordine cronologico, ma anche una suddivisione per argomenti. Ci sono le leggi razziali del periodo fascista e le speranze sessantottine, i decreti delegati la lotta all’analfabestismo, l’integrazione degli alunni disabili. D’Amico, che è stato uomo di scuola e vice provveditore agli studi a Roma, racconta in modo vivace, con il rigore dello studioso, ma nello stesso tempo con la passione di chi la scuola l’ha amata e l’ama.
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