| Bambini e Ragazzi: Partecipazione e Diritti |
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…breve giro di orizzonti, da diverse angolazioni a cura di Arciragazzi “Non c’è niente che un bambino non possa capire,il difficile è per gli adulti trovare il modo di spiegare le cose” (Jerome S. Bruner) “…..il futuro appartiene ai bambini e questo è un dato inconfondibile.Non viene però riconosciuto che i bambini annunciano il futuro e possono contribuire a renderlo migliore subito!” [Carlo Pagliarini] 1) La presenza del tema della partecipazione nella Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza La costruzione della cittadinanza A differenza delle precedenti fonti internazionali sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (si vedano il grafico di seguito riportato e i testi allegati al presente documento), il tema della Partecipazione caratterizza significativamente la CRC.
Spesso i Principi generali che la caratterizzano vengono definiti con il seguente schema: Miglior interesse (articolo 3) Il miglior interesse dei bambini deve essere la pietra di paragone e confronto Partecipazione (articolo 12) Al fine di stabilire il miglior interesse, e di educare nella direzione della cittadinanza, ai bambini e ragazzi va chiesto il loro punto di vista, che deve essere seriamente considerato. Non discriminazione (articolo 2) I Diritti dei bambini devono essere applicati a tutti i bambini. In particolare ai bambini e alle bambine, ai disabili, ai bambini in stato di necessità devono essere date pari opportunità. Sopravvivenza e sviluppo (articolo 6) Questo articolo va oltre la semplice sopravvivenza, includendo il diritto allo sviluppo "…al massimo consentito…" L'articolo, soggetto a specificazioni, introduce un punto di vista sia quantitativo che qualitativo. Secondo la visione proposta, i diritti fondamentali di sopravvivenza e sviluppo, che sono la base e il centro inalienabile degli sforzi cui tende la CRC, hanno pieno significato se inseriti anche in una cornice di diritto e di promozione della cittadinanza, i cui tre vertici sono rappresentati dal “miglior interesse”, dalla “partecipazione” e dalla “non discriminazione”. Ciò significa che la possibilità di ragazzi e bambini di essere ascoltati e prendere parte alle decisioni che li riguardano (sotto il profilo giuridico, sociale, educativo, etc.) è una delle caratterizzazioni dell’attuale Convenzione, che punta non solo alla necessaria “cura” materiale, ma si interessa anche di svilupparla in un ambiente dove ciascuno possa realmente diventare un “cittadino”. Le “3 P” Un altro approccio che viene utilizzato spesso per descrivere la CRC è quello che si rifà alle “3P”. Esse di solito sono riportate come:
Nota: per ciò che riguarda tutte le “suddivisioni” e le “parcellizzazioni” dei Diritti nella CRC, la Convenzione stessa (e tutti gli organi successivamente) ricordano che i diritti vanno considerati tutti insieme e che ogni raggruppamento vale solo a termini esplicativi e di comunicazione. A seguito di tali raggruppamenti non possono essere considerati in alcun modo alcuni più importanti di altri. La suddivisione delle “3P” di cui sopra, come pure lo schema del punto precedente, sono da considerarsi quindi modelli di lettura, parziali e con scopi esclusivamente descrittivi. 2) I suggerimenti del Manuale di attuazione per la CRC (Implementation Handbook, ed. Unicef) Esiste un manuale per l’applicazione della CRC edito dall’Unicef, che si occupa di prendere in considerazione ogni articolo della Convenzione, e che mette in relazione i temi di un dato articolo con quelli degli altri articoli. Il Manuale tratta del tema della partecipazione dettagliando l’art. 12 della CRC, in un lungo e complesso capitolo (da pag. 145 a pag. 168 della versione inglese). Si riportano per sommi capi alcune indicazioni che possono risultare utili per una riflessione sul tema della partecipazione. Estratto dalle linee Guida (Guidelines) Dagli estratti delle “Guidelines” del Comitato per i Diritti dei Bambini viene riportata la richiesta, agli Stati, di tenere conto, nella raccolta e produzione di informazioni, della possibilità per i bambini e i ragazzi di esprimere le proprie opinioni in particolare nei seguenti campi:
Oltre a ciò il Comitato chiede di indicare i mezzi con i quali le opinioni dei bambini vengono poi tenute in considerazione nei più svariati campi (legale, politico, giuridico, scolastico, sociale, amministrativo, etc.) Vengono anche richieste altre informazioni di un certo interesse, come ad esempio la presenza o meno di meccanismi e occasioni formative per gli adulti, sulla Convenzione e sull’argomento della partecipazione, nei campi della scuola, del training educativo, scolastico, di operatori sanitari, della giustizia, di psicologi, sociologi, poliziotti, etc. Un aspetto importante da riportare è che il Manuale non intende indicare alcuna età minima o massima per la quale i bambini possano “iniziare” a partecipare. E’ importante – si dice – che essi siano coinvolti nei processi che li riguardano, a seconda delle loro capacità e della loro maturità. Sebbene ciò possa apparentemente essere considerata una affermazione debole, che di fatto lascia spazio a molte interpretazioni, in realtà si rimanda agli adulti (si veda la lista di cui sopra dei soggetti e degli ambiti che devono essere interessati allo sviluppo della partecipazione) la capacità e lo sforzo di coinvolgere i bambini e i ragazzi nei vari ambiti di vita, e a seconda delle diverse età. Per ciò che riguarda le strategie per l’attuazione dell’art. 12, il Manuale richiama in particolare:
Per ciò che riguarda i differenti ambiti, il Manuale indica come degni di particolare nota i seguenti (anche in relazione alle sperimentazioni realizzatesi in vari Stati):
E’ interessante riportare un “caso” espresso in una finestra a pag. 159 del Manuale, che riguarda iol processo decisionale all’interno della famiglia. In riferimento alla situazione finlandese, un membro del Comitato per i Diritti nota che l’affermazione “avere garantito il diritto alla partecipazione, purché il bambino sia maturo” si presta molte volte alla negazione del diritto stesso. Sarebbe invece più sensato (e più difficile, ndt) dare ai bambini e ai ragazzi di ogni età la possibilità di imparare e affinare le proprie capacità partecipative, sia nella famiglia che fuori (ad esempio, quando possono i ragazzi formare un’associazione per loro conto?). Si veda, circa questo tema della progressiva acquisizione delle tecniche e delle abilità partecipative il pensiero di Roger Hart, che pone tale processo come una necessità educativa che gli adulti devono saper proporre ai più giovani. Checkhlist (kista di domande “di controllo”) - circa l’applicazionbe dell’art. 12 Al termine del capitolo relativo all’art. 12, il Manuale riporta una “checklist di implementazione”. Si riporta una riproduzione della parte della checklist relativa all’art. 12 (la parte generale si riporta in allegato come file scannerizzato). Gli obblighi relativi all’art. 12 (comma 1) sono rispettati:
Esiste un obbligo a rispettare l’art. 12 (comma 1) nella legislazione relativa a:
Ci sono situazioni nelle quali un bambino è costretto a:
Ci sono questioni che afferiscono il bambino nelle quali egli/ella, attraverso la legislazione o per altri motivi, è escluso da:
In relazione al paragrafo 2 dell’art. 12, ai bambini è dato il diritto di essere ascoltati in procedimenti amministrativi o penali che li riguardano, in realzione a:
I bambini hanno un appropriato accesso a concrete procedure per muovere accuse, fare causa e querelare in relazione a:
I bambini hanno appropriato accesso ai media e l’opportunità di parteciparvi:
Sono previsti processi formativi per promuovere i diritti di partecipazione dei bambini per:
In calce alla Checklist il Manuale sottolinea ancora una volta che la CRC è da considerarsi indivisibile e che i suoi articoli sono interdipendenti. Comunque l’art. 12 è stato segnalato dal Comitato per i diritti dei bambini per la sua importanza come principio generale e per la sua rilevanza nell’attuazione dell’intera convenzione. Si segnalano anche i principali articoli correlati all’art. 12:
Altre correlazioni vi sono in relazione ai campi nei quali è importante che i bambini esprimano la loro opinione:
Infine, l’art. 12 è in stretta relazione con gli articoli legati alle libertà (pensiero, associazione ed espressione):
Di seguito troverete documenti riguardanti le SCALE DI PARTECIPAZIONE: |


