ARCIRAGAZZI E' SOCIAL!

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IL LIBRO DEL MESE

Il paradiso dei matti

Ulf Stark, Feltrinelli Kids, 1999

Età di lettura: da 11 anni.  

“Era la mattina del giorno in cui compivo dodici anni, la mattina in cui tutto cominciò.”

Inizia così la storia di una ragazzina svedese di nome Simone...

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Bambini e Ragazzi: Partecipazione e Diritti

…breve giro di orizzonti, da diverse angolazioni a cura di Arciragazzi

“Non c’è niente che un bambino non possa capire,il difficile è per gli adulti trovare il modo di spiegare le cose”
(Jerome S. Bruner)

“…..il futuro appartiene ai bambini e questo è un dato inconfondibile.Non viene però riconosciuto che i bambini annunciano il futuro e possono contribuire a renderlo migliore subito!”
[Carlo Pagliarini]
 
1) La presenza del tema della partecipazione nella Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza
La costruzione della cittadinanza
A differenza delle precedenti fonti internazionali sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (si vedano il grafico di seguito riportato e i testi allegati al presente documento), il tema della Partecipazione caratterizza significativamente la CRC.
Spesso i Principi generali che la caratterizzano vengono definiti con il seguente schema:

Miglior interesse (articolo 3)

Il miglior interesse dei bambini deve essere la pietra di paragone e confronto

Partecipazione (articolo 12)

Al fine di stabilire il miglior interesse, e di educare nella direzione della cittadinanza, ai bambini e ragazzi va chiesto il loro punto di vista, che deve essere seriamente considerato.

Non discriminazione (articolo 2)

I Diritti dei bambini devono essere applicati a tutti i bambini. In particolare ai bambini e alle bambine, ai disabili, ai bambini in stato di necessità devono essere date pari opportunità.

Sopravvivenza e sviluppo (articolo 6)

Questo articolo va oltre la semplice sopravvivenza, includendo il diritto allo sviluppo "…al massimo consentito…"
L'articolo, soggetto a specificazioni, introduce un punto di vista sia quantitativo che qualitativo.
Secondo la visione proposta, i diritti fondamentali di sopravvivenza e sviluppo, che sono la base e il centro inalienabile degli sforzi cui tende la CRC, hanno pieno significato se inseriti anche in una cornice di diritto e di promozione della cittadinanza, i cui tre vertici sono rappresentati dal “miglior interesse”, dalla “partecipazione” e dalla “non discriminazione”.
Ciò significa che la possibilità di ragazzi e bambini di essere ascoltati e prendere parte alle decisioni che li riguardano (sotto il profilo giuridico, sociale, educativo, etc.) è una delle caratterizzazioni dell’attuale Convenzione, che punta non solo alla necessaria “cura” materiale, ma si interessa anche di svilupparla in un ambiente dove ciascuno possa realmente diventare un “cittadino”.

Le “3 P”

Un altro approccio che viene utilizzato spesso per descrivere la CRC è quello che si rifà alle “3P”.

Esse di solito sono riportate come:
  • Provision:  ovvero tutti quei diritti “fondamentali” che provvedono alla cura e alla fornitura degli elementi di base per la sopravvivenza;
  • Protection: ovvero tutti i diritti specificamente di protezione (da abusi, negligenze, violenze, etc.)
  • Promotion: ovvero tutti i diritti di “promozione” dei bambini e dei ragazzi come cittadini. Alcuni sostituiscono direttamente il temine “promozione” con “partecipazione”; altri ritengono che la partecipazione sia uno degli elementi di promozione dell’Infanzia e dell’Adolescenza. In entrambi i casi la partecipazione è intesa come un elemento di sviluppo e di cittadinanza.
Nota: per ciò che riguarda tutte le “suddivisioni” e le “parcellizzazioni” dei Diritti nella CRC, la Convenzione stessa (e tutti gli organi successivamente) ricordano che i diritti vanno considerati tutti insieme e che ogni raggruppamento vale solo a termini esplicativi e di comunicazione. A seguito di tali raggruppamenti non possono essere considerati in alcun modo alcuni più importanti di altri. La suddivisione delle “3P” di cui sopra, come pure lo schema del punto precedente, sono da considerarsi quindi modelli di lettura, parziali e con scopi esclusivamente descrittivi.
 
2) I suggerimenti del Manuale di attuazione per la CRC (Implementation Handbook, ed. Unicef)
 
Esiste un manuale per l’applicazione della CRC edito dall’Unicef, che si occupa di prendere in considerazione ogni articolo della Convenzione, e che mette in relazione i temi di un dato articolo con quelli degli altri articoli. Il Manuale tratta del tema della partecipazione dettagliando l’art. 12 della CRC, in un lungo e complesso capitolo (da pag. 145 a pag. 168 della versione inglese). Si riportano per sommi capi alcune indicazioni che possono risultare utili per una riflessione sul tema della partecipazione.

Estratto dalle linee Guida (Guidelines)
 
Dagli estratti delle “Guidelines” del Comitato per i Diritti dei Bambini viene riportata la richiesta, agli Stati, di tenere conto, nella raccolta e produzione di informazioni, della possibilità per i bambini e i ragazzi di esprimere le proprie opinioni in particolare nei seguenti campi:
  • famiglia
  • scuola
  • amministrazione della giustizia minorile
  • casi di istituzionalizzazione e altre forme di cura
  • procedure per l’asilo politico
Oltre a ciò il Comitato chiede di indicare i mezzi con i quali le opinioni dei bambini vengono poi tenute in considerazione nei più svariati campi (legale, politico, giuridico, scolastico, sociale, amministrativo, etc.)
Vengono anche richieste altre informazioni di un certo interesse, come ad esempio la presenza o meno di meccanismi e occasioni formative per gli adulti, sulla Convenzione e sull’argomento della partecipazione, nei campi della scuola, del training educativo, scolastico, di operatori sanitari, della giustizia, di psicologi, sociologi, poliziotti, etc.
Un aspetto importante da riportare è che il Manuale non intende indicare alcuna età minima o massima per la quale i  bambini possano “iniziare” a partecipare. E’ importante – si dice – che essi siano coinvolti nei processi che li riguardano, a seconda delle loro capacità e della loro maturità.
Sebbene ciò possa apparentemente essere considerata una affermazione debole, che di fatto lascia spazio a molte interpretazioni, in realtà si rimanda agli adulti (si veda la lista di cui sopra dei soggetti e degli ambiti che devono essere interessati allo sviluppo della partecipazione) la capacità e lo sforzo di coinvolgere i bambini e i ragazzi nei vari ambiti di vita, e a seconda delle diverse età.
 
Per ciò che riguarda le strategie per l’attuazione dell’art. 12, il Manuale richiama in particolare:
  • il diritto all’informazione (art. 13), come prerequisito;
  • il diritto alla non discriminazione (di genere, di nazionalità, di religione, di status, etc.) – art. 2, 23, 40;
  • la necessità di monitorare lo stato di attuazione di attuazione di questo diritto, sia da parte degli ambiti istituzionali che non;
  • il fatto che l’implementazione di questo articolo non può essere dipendente dalla mancanza di risorse finanziarie (pag. 152);
  • il fatto che i diritti di partecipazione devono riflettersi, e in maniera visibile e certa, nella legislazione locale (su tutti i temi, penali e amministrativi);
  • il fatto che devono essere messe in campo azioni di training in campo educativo e sociale (per insegnanti, operatori, politici, etc.) affinché essi siano sensibilizzati e consapevoli dell’esistenza e della necessità di far applicare questo diritto
Per ciò che riguarda i differenti ambiti, il Manuale indica come degni di particolare nota i seguenti (anche in relazione alle sperimentazioni realizzatesi in vari Stati):
  • la partecipazione ai meccanismi di governo, e in generale della formazione delle opinioni politiche;
  • la partecipazione negli ambiti scolastici;
  • l’accesso alle procedure legali per fare causa e far valere direttamente i propri diritti;
  • la possibilità di partecipare ai meccanismi di difesa, prevenzione e cura relativi alla loro protezione;
  • la partecipazione alla vita familiare (scelte educative, formative, etc.)
  • nelle adozioni, nelle scuole;
  • all’interno dello “stato sociale” (cura, istituzionalizzazione)
  • nel lavoro e nella formazione professionale
  • rispetto all’ambito dei media
  • rispetto alle procedure di immigrazione (e di asilo)
  • rispetto al campo della giustizia minorile
E’ interessante riportare un “caso” espresso in una finestra a pag. 159 del Manuale, che riguarda iol processo decisionale all’interno della famiglia. In riferimento alla situazione finlandese, un membro del Comitato per i Diritti nota che l’affermazione “avere garantito il diritto alla partecipazione, purché il bambino sia maturo” si presta molte volte alla negazione del diritto stesso. Sarebbe invece più sensato (e più difficile, ndt) dare ai bambini e ai ragazzi di ogni età la possibilità di imparare e affinare le proprie capacità partecipative, sia nella famiglia che fuori (ad esempio, quando possono i ragazzi formare un’associazione per loro conto?). Si veda, circa questo tema della progressiva acquisizione delle tecniche e delle abilità partecipative il pensiero di Roger Hart, che pone tale processo come una necessità educativa che gli adulti devono saper proporre ai più giovani.

Checkhlist (kista di domande “di controllo”) - circa l’applicazionbe dell’art. 12
Al termine del capitolo relativo all’art. 12, il Manuale riporta una “checklist di implementazione”. Si riporta una riproduzione della parte della checklist relativa all’art. 12 (la parte generale si riporta in allegato come file scannerizzato).
Gli obblighi relativi all’art. 12 (comma 1) sono rispettati:
  • In relazione al complesso dell’implementazione della Convenzione?
  • In relazione alla preparazione dei Rapporti degli Stati?
  • In relazione  allo sviluppo della legislazione, della politica e delle pratiche che afferiscono i bambini:
  • a livello di governo centrale?
  • a livello di governo regionale/provinciale?
  • a livello di governo locale?
 
Esiste un obbligo a rispettare l’art. 12 (comma 1) nella legislazione relativa a:
 
  • il bambino in ambiente familiare?
  • i processi di adozione?
  • i processi di istituzionalizzazione dei bambini?
  • tutte le scuole e le istituzioni educative?
  • la protezione?
  • i servizi sanitari e le istituzioni correlate?
  • le comunità locali, la pianificazione e il processo decisionale su materie ambientali che riguardano i bambini, incluso ciò che è previsto dall’Agenda 21?
  • assunzione di minori, percorsi di formazione?
  • procedure di immigrazione?
  • Il sistema giudiziario minorile?
  • Esistono limiti di età a livello legislativo rispetto all’opportunità dei bambini di esprimere le loro opinioni e rispetto al fatto che esse siano considerate in relazione a quanto espresso nell’art. 12 e correlati? 
  • I diritti contenuti nell’art. 12 sono disponibili per tutti i bambini, inclusi i disabili, senza casi di discriminazione, e laddove necessario attraverso la possibilità di fruire di interpreti, traduttori, materiali e tecnologia speciale?
  • Ci sono state attenzioni per rendere concreta la partecipazione dei bambini, per esempio non usando un linguaggio intimidatorio o confuso, approntando ambienti e contesti appropriati e procedure affinché i bambini possano essere ascoltati?
  • Sono state sviluppate speciali strategie per permettere la testimonianza di bambini in procedimenti sia penali sia amministrativi?
 
Ci sono situazioni nelle quali un bambino è costretto a:
  • esprimere opinioni?
  • fornire prove in tribunali  o in altri procedimenti?
  • Il bambino ha comunque accesso ad una informazione adeguata che gli permetta di esprimere opinioni informate e/o giocare un ruolo nei processi decisionali?
Ci sono questioni che afferiscono il bambino nelle quali egli/ella, attraverso la legislazione o per altri motivi, è escluso da:
  • esprimere opinioni?
  • vedere le sue opinioni considerate?
In relazione al paragrafo 2 dell’art. 12, ai bambini è dato il diritto di essere ascoltati in procedimenti amministrativi o penali che li riguardano, in realzione a:
  • procedimenti civili?
  • procedimenti penali?
  • Educazione?
  • Salute?
  • Protezione?
  • Istituzionalizzazione?
  • Adozione?
  • controlli ai sensi dell’art. 25 della CRC?
  • immigrazione e asilo politico?
  • pianificazione  ambientale e del proprio contesto di vita?
  • sicurezza sociale?
  • Occupazione?
  • Altro?
  • L’applicazione e l’uso degli strumenti legislativi relativi alla partecipazione dei bambini sono monitorati? 
  • I bambini hanno a disposizione appropriati rimedi contro le violiazioni dei diritti garantiti dall’art. 12?
I bambini hanno un appropriato accesso a concrete procedure per muovere accuse, fare causa e querelare in relazione a: 
  • la vita familiare, incluse le cure mediche?
  • le cure alternative, di qualsiasi tipo?
  • la scuola e i servizi educativi?
  • i servizi sanitari e le istituzioni correlate?
  • L’occupazione?
  • tutte le forme di detenzione?
  • tutti gli aspetti del sistema giudiziario minorile?
  • istanze di pianificazione ambientale, di contesto, sui trasporti?
  • altri servizi afferenti ai bambini? 
  • In ogni caso, i bambini hanno accesso ad una appropriata consulenza e difesa legale?
I bambini hanno appropriato accesso ai media e l’opportunità di parteciparvi:
  • Radio?
  • Stampa?
  • Tv?
  • I bambini hanno l’opportunità di sviluppare abilità nell’uso dei media in modo da permettere loro di utilizzarli in modo partecipativo?
  • I diritti di partecipazione dei bambini all’interno della famiglia sono promossi attraverso l’educazione dei genitori e la preparazione alla genitorialità?
Sono previsti processi formativi per promuovere i diritti di partecipazione dei bambini per:
  • i giudici, inclusi i giudici di famiglia e i giudici in ambito penale?
  • gli assistenti sociali in ambito giudiziario?
  • i poliziotti?
  • la polizia carceraria?
  • gli addetti all’immigrazione?
  • gli insegnanti?
  • gli operatori sanitari?
  • gli assistenti sociali?
  • le altre professioni?
In calce alla Checklist il Manuale sottolinea ancora una volta che la CRC è da considerarsi indivisibile e che i suoi articoli sono interdipendenti. Comunque l’art. 12 è stato segnalato dal Comitato per i diritti dei bambini per la sua importanza come principio generale e per la sua rilevanza nell’attuazione dell’intera convenzione.
Si segnalano anche i principali articoli correlati all’art. 12:
  • art. 2 – non discriminazione
  • art. 3(comma 1) – miglior interesse
  • art. 6 – diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo
Altre correlazioni vi sono in relazione ai campi nei quali è importante che i bambini  esprimano la loro opinione:
  • art. 9
  • art. 10
  • art. 21
  • art. 25
  • art. 37
  • art. 40
Infine, l’art. 12 è in stretta relazione con gli articoli legati alle libertà (pensiero, associazione ed espressione):
  • art. 13
  • art. 14
  • art. 15
 
Di seguito troverete documenti riguardanti le SCALE DI PARTECIPAZIONE:
 
 
 
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